Ormai è passato quasi un mese da quella maledetta domenica.
Sofia si è sentita male, ha iniziato a vomitare tutto ciò che le entrava nello stomaco (dal latte alle medicine). Ci siamo spaventati perché il colore della sua pelle non era più luminoso, ma era opaco e quasi grigio. L'abbiamo portata al pronto soccorso la domenica mattina, la diagnosi è stata: bronchite; ci siamo subito sentiti meglio perché pensavamo chissà cosa... Ebbene, abbiamo comprato tutte le medicine e gli integratori prescritti, ma appena iniziamo la cura Sofy inizia a vomitare tutto tutto. La sera preoccupatissimi corriamo di nuovo al pronto soccorso, appena entro nell'edifico Sofia vomita di nuovo (e questa volta su di me), non ce la faccio e scoppio a piangere!!! La sala d'attesa questa volta è piena di bambini con la febbre, per fortuna dopo un'oretta mi chiamano e visitano la Sofia che ha il colore della pelle sempre più spento, inizia a vomitare bile e ci dicono che ci ricoverano, ovviamente non avevamo niente dietro ed Enrico torna a casa per stare con la Rebecchina. E' brutto vedere la propria bimba di soli 6 mesi mentre le fanno i prelievi del sangue e le fanno una flebo piangere senza forze. Verso mezzanotte, dopo un altro attacco di vomito di Sofy, sento che ha prodotto anche qualcos'altro, quando ho aperto il pannolino mi è mancata la terra da sotto i piedi, sono corsa dall'infermiera e le ho mostrato le tracce di sangue. Nel giro di poco mi sono ritrovata nella saletta delle radiografie a tenere nella giusta posizione la Sofy (che poverina non voleva collaborare e continuava a girarsi di lato), e dopo pochissimi minuti ci ritroviamo in un'altra saletta per fare un'ecografia. Questa volta si sa di cosa si parla: Invaginazione intestinale. Ritornata al reparto mi dicono che hanno già chiamato l'ospedale di Bergamo e che stiamo aspettando l'ambulanza che ci porta. Tentano di spiegarmi, ma è inutile non capisco sono solo preoccupata. Arriva l'ambulanza, ci accompagna una dottoressa gentilissima (mi dispiace ma non mi ricordo il nome) e dice ai ragazzi che è un'urgenza, sono preoccupata per la mia bambina e credo solo che quelle parole siano dovute al voler tornare indietro il più presto possibile, quindi mi ritrovo semi sdraiata nel lettino con il mio amore in braccio, che è "legata" ad una flebo ed ad una macchina per i battiti del cuore, l'ambulanza corre con la sirena. Arriviamo in ospedale a Bergamo, i dottori si parlano nel loro linguaggio, la dottoressa mi saluta, i volontari mi salutano... Nuova visita per la mia piccola Sofia, corriamo di nuovo a fare un'altra ecografia. Il dottore mi parla ed io riesco a sentire solo "... Bisogna operare, rischia l'ischemia". Le lacrime, che pensavo di aver finito per quella bruttissima notte, sono ritornate e non riesco a vedere niente oltre a non capire. Mi chiedono di chiamare Enrico e di farlo venire al più presto, ironia della sorte il cellulare è scarico in tutti i sensi (niente credito, niente batteria), per fortuna ho un euro e riesco a chiamare Enri da un telefono pubblico, ovviamente lui chiede spiegazioni sul perché abbiamo cambiato ospedale e perché devono operare la nostra bimba, io non riesco ad essere d'aiuto e piango! Nel giro di poco preparano la Sofia e portano in sala operatoria... Vederla così indifesa mi fa piangere ancora. Dopo pochi minuti che ho lasciato la Sofia mi raggiunge Enrico... Inizia l'attesa! Dopo circa 2 ore vedo la mia bimba che alza le gambine al vento, il suo colorito è già nettamente migliorato, però ha una flebo attaccata al braccino, un sondino nel naso e la macchina dei battiti cardiaci è attaccata al piedino.
Sofia ha dormito tutta la mattinata, nel pomeriggio è stata un po' cosciente e la notte continuava a svegliarsi e piagnucolava per il dolore e la fame (purtroppo non potevo allattarla).
Questa è stata la nostra bruttissima esperienza, ho passato tutta la domenica notte a piangere e chiedermi che cosa avessi fatto di così brutto perché ne pagasse le conseguenze la mia piccolina. Per fortuna, è tutto passato e spero che diventi solo un vago ricordo, questo post è stato scritto per far sapere che in questa esperienza ci sono delle persone meravigliose da ringraziare e salutare:
- Ringraziamo di cuore tutto lo staff del reparto di Chirurgia Pediatrica degli Ospedali Riuniti di Bergamo;
- Ringraziamo i volontari ABIO che si sono presi cura della Sofia mentre andavo a mangiare velocemente un boccone in mensa;
- Ringraziamo di cuore Silvia e Marco (i nostri vicini di casa) che si sono presi cura della Reby, mentre siamo andati al pronto soccorso;
- Saluto con affetto la dolcissima Martina e la sua mamma Nicoletta, che mi è stata di aiuto moralmente con la sua esperienza passata e spero che per voi la vita vi offra solo delle belle opportunità!!!
Chiudo subito il post perchè sento le lacrime salire e credo di aver pianto abbastanza per questa esperienza.